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La composizione dell’immagine
Quel che qui diremo sulla “composizione dell’immagine”
sara' tutt’altro che esauriente ma, ripetiamo, il nostro
vuole essere un invito ad uscire e ad usare le vostre macchine
fotografiche, di qualsiasi tipo esse siano, e provare a fare delle
foto; con il tempo e l’esperienza imparerete tutte le “tecniche”
della composizione.
Una foto per essere bella necessita non solo di una corretta esposizione,
cioe' che il tempo ed il diaframma usato siano quelli giusti,
di questo – nelle piu' recenti fotocamere – si occupa
spesso in maniera molto valida l’automatismo della macchina
fotografica. Cio' che invece dipende sempre e solo dal fotografo
é che l’immagine ripresa sia ben composta, che vi
sia cioe' il giusto rapporto tra tutti gli elementi presenti nell’inquadratura,
…la giusta composizione
fig.
1: in alcune fotocamere di ultima generazione la composizione
e guidata. In questo caso un ritratto
Per capire come ottenere di “giusto rapporto” bastera'
all’inizio apprendere poche regole e cimentarsi in scatti
di prova.
Per rendere l’idea del bilanciamento di tutti gli elementi
all’interno dell’inquadratura é piu' semplice
rifarsi all’esperienza diretta; ci accorgiamo infatti se
un’immagine ha una giusta composizione semplicemente dando
un’occhiata alla foto. Tutti coloro che riprendono un soggetto
cercano di trasmettere le sensazioni da essi provate; eppure il
nostro sguardo viene catturato solo alcune foto e non da altre.
Una foto viene detta per convenzione sbagliata, ad esempio, quando
tutti gli elementi inquadrati si trovano solo su un lato di essa;
se essi sono distribuiti, ad esempio, tutti sulla destra avremo
una foto con un “vuoto” a sinistra… la nostra
attenzione non verra' catturata.. quel vuoto ci dara' un senso
di disturbo generato dalla fatica trovare in esso un “contenuto”.
fig. 2 : un’immagine non ben composta nella ripartizione
degli spazi…troppo vuoto
Naturalmente un’armoniosa
composizione non é basata su rigide regole geometriche,
ma dobbiamo comunque tener conto di alcuni elementi fondamentali.
Nel riprodurre
un paesaggio, ad esempio, é opportuno seguire una linea
che catturi l’occhio, come puo' essere quella dell’
orizzonte, una linea che “ci catturi” distogliendo
quasi lo sguardo dal resto della foto: occorre pero' evitare la
monotonia della ripresa. Cosi' per esempio,inquadrando un campo
di grano, oltre ad inserire la nostra linea (l’orizzonte
o il limite del campo), sara' bene anche riprendere un elemento
totalmente diverso da esso, come un albero in primo piano, un
uccello, che vola, oppure (meglio ancora) una persona al lavoro.
Ovviamente la nostra “linea” non dovra' necessariamente
svilupparsi solo in orizzontale.
fig 3: presenza di una linea che cattura l’occhio…la
diagonale del profilo del monte dall’angolo basso sinistro
a quello alto destro
Prima di scattare,
cercate il punto di vista migliore, provate ad inquadrare prima
con la macchina in orizzontale e poi, senza spostarvi, guardate
la stessa cosa ruotando la macchina di 90°, spesso basta questo
per cambiare volto ad una foto.
Uno degli errori più comuni nel ritrarre esseri viventi,
e dunque anche in macrofotografia, é quello di ritrarre
il soggetto ponendolo semplicemente al centro della nostra inquadratura,
senza riprenderlo nella sua interezza; in questi casi la mente
del fotografo continua a percepire cio' che ha visto prima di
avvicinare all’occhio la macchina fotografica ritenendo
“completa” l’immagine. Non sara' pero' cosi
per la mente di chi guarderà la foto, con il risultato
che il soggetto ripreso risultera' “sgradevole” alla
vista. Provate ad esempio a guardare la foto di una persona a
cui non siano stati ripresi i piedi: avvertirete il senso di fastidio
di cui vi abbiamo parlato. Lo stesso ovviamente avverra' in macrofotografia
.
Prima dello scatto,
quindi, restate calmi, fate scorrere l’occhio lungo tutti
i lati dell’immagine, ponetevi come se guardaste un quadro:
nella maggior parte dei casi vedrete che semplicemente ruotando
la macchina fotografica, in essa si comporra' un’immagine
accattivante molto gradevole, ed anche le vostre foto rievocheranno
tutte le sensazioni provate nell’istante dello scatto.
Veniamo ora ad alcune delle regole fondamentali per una corretta
composizione dell’immagine.
La regola dei terzi
Quando guardate all’interno del mirino, oppure il monitor
della vostra digitale, tracciate ipoteticamente quattro linee
equidistanti, due orizzontali e due verticali (come nello schema
del gioco del tris), in modo da comporre 9 riquadri. Alcune fotocamere
digitali fanno apparire queste linee nel monitor… a questo
punto il soggetto principale della vostra foto dovra' trovarsi
in uno degli incroci formati dalle linee.
fig. 4
: le linee su cui si basa la regola dei terzi. Nel comporre le
immagini i soggetti principali vanno posizionate su esse
Le linee
guida
Puo' essere utile a volte inserire nell’inquadratura linee
che guidano il nostro sguardo verso il soggetto principale della
foto, una linea di alberi, una strada, un’ombra proiettata
da una casa, da un campanile.
Queste linee oltre a guidare lo sguardo catturano l’attenzione,
ci portano verso il soggetto; meglio ancora se queste linee partono
da sinistra e vanno a destra, in fondo questo e il senso cui siamo
maggiormente abituati; infatti il nostro sistema di scrittura
va appunto da sinistra a destra, é uno schema a noi noto
a cui il nostro cervello é piu' abituato.
fig. 5
: la presenza di una “linea diagonale” rappresentata
dallo stelo del fiore culmina e “conduce” al soggetto
principale: la farfalla
Le cornici
naturali
Altre volte quello che sembra banale puo' essere reso piacevole
semplicemente incorniciandolo, provate a fotografare il vostro
soggetto attraverso la quinta naturale dei rami di un albero oppure
attraverso una staccionata, questa tecnica dona una grande profondita'
all’immagine. A maggior ragione potremo usarla in macrofotografia;
spesso la presenza di vegetazione ci aiuta a trovare eventuali
“cornici naturali”
fig. 6
: l’immagine del panorama assume piu' profondita' e “respiro”
per la presenza dei rami ed alberi in primo piano . Nella prima
foto un flash di schiarita illumina il ramo di un albero usato
come cornice naturale
Prospettive
insolite
Fotografare una chiesa, un monumento a volte puo' essere poco
originale,
guardate prima le cartoline in vendita che ritraggono il vostro
soggetto, dopodiché provate a ritrarlo da prospettive non
viste, non gia usate, rendete la vostra foto diversa, mai vista,
stupirete chi guarda, sorprenderete.
fig. 7:una
prospettiva insolita… ripresa dal basso… si valorizza
l’azione del soggetto … se ne intuiscono i pensieri
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