A
volte anche nel giardino di casa si possono incrontare ottimi
soggetti per sessioni di macrofotografia naturalistica.
In questo caso un insetto stecco (fasmidi) ha
pensato bene di "posare" per Photomacro.it su di una
pianta di rose come se fosse stato in uno studio fotografico.
In simili situazioni vi è la possibilità di "programmare"
al meglio la foto.
La prima cosa
da fare per sessioni di macrofotografia di insetti
che consentono un certo avvicinamento senza scappare via è
"organizzare lo scatto" partendo dal posizionamento
del cavalletto fotografico. Per farlo abbiamo innanzitutto
individuato la migliore angolazione di scatto
valutando
anche l'angolo di incidenza della luce. Successivamente abbiamo
cercato di spostare l'intero rametto dove l'insetto era posato
portandolo nella migliore posizione: quando tale manovra è
possibile, è preferibile sempre adottarla poichè
si riesce a gestire la meglio la composizione e lo sfondo
della foto. Per tale motivo consigliamo di portare sempre
nella borsa fotografica un rotolo si nastro adesivo (del tipo
di carta) che ci aiuta nel fissare rametti e fronde (salvo poi
rimettere tutto a posto).
Una volta fissato
il rametto - e contando sul fatto che l'insetto stecco rimaneva
immobile sfruttando il suo mimetismo - abbiamo proceduto ad
impostare i dati di scatto misurando la luce con
l'esposimetro della fotocamera.
Posizionata la
fotocamera sul cavalletto, e considerata comunque la presenza
di vento, abbiamo deciso di scattare con un tempo di scatto abbastanza
rapido (1/250) adottando, inolte, un accorgimento che consigliamo
sempre quando si fotografa con il cavalletto... impostare l'autoscatto
per evitare che la fotocamera risenta delle minime vibrazioni
del fotografo quando preme il pulsante dello scatto.
Dopo aver effettuato
alcuni tentativi per verificare le impostazioni migliori, e dopo
aver corretto anche l'esposizione sottoesponendola leggermente,
abbiamo notato che l'insetto stecco ci offriva la possibilità
di macrotofofrafie abbastanza ravvicinate, fino al punto da mettere
in mostra la sua "dentatura" . Un'occasione che non
potevamo lasciarci sfuggire per sfruttare al massimo le potenzialità
macro della fotocamera e che - se da un lato ha reso meno "poetico"
l'insetto stecco (che visto da tanto vicino assomiglia molto a
"Predator" ) - ci ha consentito di effettuare scatti
che riteniamo ben riusciti .
Una volta finita
la nostra sessione di macrofotografia abbiamo pensato bene di
"trasferire" l'insetto stecco in una località
all'aperto lontana dall'uomo e dal rischio di incendi ...
Antonio & Alfonso
Giordano |