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Carpe
Diem...un detto che per la macrofotografia degli insetti assume
particolare valore poichè spesso per questo tipo di fotografia
occorre essere in grado di cogliere " l'attimo fuggente".
Per questo motivo consigliamo di non abbandonare del tutto la
prima compattina che si è acquistato destinandola a diventare
un "muletto" da tenere sempre a disposizione (con le
pile cariche !!).
Non sempre per
una macrofotografia occorre andare per campi e fratte, alzarsi
di mattina presto, e fare lunghi tragitti alla ricerca di qualche
posto ove regni ancora la natura. Può capitare infatti
che durante un pomeriggio destinato a ben altro, una farfalla
ci entri in casa da una finestra e decida che il bouquet di fiori
nel salotto sia il posto ove intenda posarsi per un poco di tempo
a succhiare nettare.
E' esattamente
quello che è capitato qualche tempo addietro e, con non
poca sorpresa, noto che la farfalla non ha alcuna intenzione di
uscire avendo trovato qualcosa che in quel momento l'attirava
particolarmente: dei fiori dal profumo particolarmente intensi
(un bouquet di lilium) grondanti di nettare e polline.
Decido
quindi di cogliere l'attimo e prendo la compattina a portata di
mano (la solita Canon A 80) . La farfalla rimane lì dandomi
il tempo di impostare i dati di scatto che in questo caso presenta
un problema di fondo. Occorre infatti scattare cercando di isolare
il soggetto rispetto al contesto (il mio salotto), per evitare
che nello sfondo appaiano i mobili, le lampade e qualche telecomando
lasciato in giro. Decido dunque per uno "sfondo nero".
Devo cioè impostare lo scatto facendo in modo che la luce
sia sufficente per illuminare la farfalla ma che nel contempo
non sia abbastanza forte da raggiungere lo sfondo da farlo apparire
nella foto .
La scelta cade
su una modalità manuale: è l'unico modo che ho per
agire contemporaneamente su diaframma e tempo di scatto. Il diaframma
doveva essere abbastanza chiuso
per catturare poca luce (ho ottenuto anche una certa profondità
di campo), il tempo di scatto deve essere abbastanza rapido da
non far cogliere la luce di fondo presente nella stanza (vedi
scheda tecnica). Decido che può essere utile usare il flash
che regolo al minimo. Mi permetterà di lavorare con una
fonte di luce artificiale che isolerà il soggetto rispetto
agli effetti della luce naturale soprattutto per lo sfondo. Nella
macrofotografia degli insetti anche il piccolo flash delle compattine
può dare ottimi risultati laddove le condizioni lo permettano.
Non ho tempo per andare a prendere i post - it bianchi da attaccare
sul falsh per ottenere un effetto diffusore; arrivo al punto quindi
di usare un velo del fazzoletto di carta che ho in tasca, il risultato
è buono.
Qualche scatto
di prova lontano dalla farfalla (la lampada sul tavolo viene usata
come soggetto per impostare i parametri di scatto) e sono pronto.
Mi avvicino lentamente e metto a fuoco (in questo caso uso l'autofocus
poichè temo non avrò il tempo per fochegiare in
manuale) . Uno, due... una serie di scatti. Il soggetto si presta
particolarmente tanto da arrivare a posarsi sulla mia mano. Incredibile
una situazione di quelle che farebbero invidia al più consumato
dei fotonaturalisti. Chissà però se avessi perso
tempo andando prendere la Fuji. Finito di scattare...riaccompagno
la farfalla ancora sulla mia mano fino alla finestra.
Antonio & Alfonso
Giordano |